FeLSA-CISL S&CP
L'iniziativa unitaria verso le forze parlamentari di tutte le sigle sindacali stimolata dalla FeLSA CISL, supportata inoltre dagli sforzi della maggior parte delle associazioni che partecipano al Nuovo IMAIE, sembra aver prodotto dei risultati importanti.
Ecco un estratto del verbale della riunione della Commissione Cultura della Camera del 01/02/2012, audizione del Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, in merito al decreto liberalizzazioni dei diritti connessi degli Artist.
L’On.le DE BIASI ha segnalato alcune urgenze. In particolare, ha posto all’attenzione la questione della tutela dei diritti connessi al diritto d’autore, ossia, soprattutto, i diritti degli artisti, interpreti ed esecutori, attualmente curati dall’IMAIE, il cui statuto giuridico ed il cui ruolo è negli ultimi tempi oggetto di discussione. L’On.le De Biasi ha altresì introdotto il tema più generale, riguardante anche la SIAE, dell’evoluzione dei sistemi di raccolta dei compensi dovuti per il diritto d’autore, domandandosi in particolare se la SIAE sia in grado di fare adeguatamente fronte a questi compiti. Il tema del ruolo della SIAE è stato sollevato anche nell’intervento dell’On.le Barbieri. Al riguardo la discussione politica è in evoluzione e, con specifico riferimento all’IMAIE, il recente decreto sulle liberalizzazioni, approvato dal Consiglio dei Ministri del 20 gennaio scorso, ha introdotto, all’art. 39, commi 3 e seguenti, talune disposizioni che aprono il mercato nel settore della tutela dei diritti degli artisti, interpreti ed esecutori, al fine di favorire la creazione di nuove imprese che possano affiancarsi all’IMAIE.
La questione è molto delicata perché, come bene evidenziato dalla stessa On.le De Biasi, si pone sulla linea di confine tra le esigenze di liberalizzazione del mercato e quelle della efficacia della tutela degli autori, degli artisti, degli interpreti e degli esecutori.
Non è affatto certo che il mercato e la concorrenza tra le società di collecting siano per forza la soluzione migliore.
Vi è il fondato dubbio, soprattutto, che i più deboli all’interno delle predette categorie possano subire una diminuzione di tutela dal proliferare di imprese che si fanno concorrenza tra di loro in questo specifico settore, con tutti i rischi connessi di scarsa solidità e affidabilità finanziaria dei nuovi soggetti che entrano in questo mercato e della scarsa sostenibilità economica del servizio, una volta privatizzato, che potrebbe riuscire di difficile accesso per gli autori, gli interpreti e gli esecutori dotati di minore forza economica. La norma citata fa salve le funzioni assegnate alla SIAE.
E' stato instillato quindi il ragionevole dubbio che la norma non faccia il bene degli Artisti, ma solo di alcuni soggetti con diversi interessi. Occhio, dunque!