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Scienza senza coscienza

Perforazioni per la ricerca del Gas (Fracking)
I Terremoti in Emilia e i dubbi sulle perforazioni per la ricerca del Gas (Fracking) PDF Stampa E-mail

I Terremoti in Emilia e i dubbi sulle
perforazioni per la ricerca del Gas (Fracking)

http://www.scienzaeconoscenza.it/

In Italia ci sono diverse zone "interessanti" per il Fracking, un metodo molto contestato per la ricerca di Gas e Petrolio (fra queste c'è anche la zona del Pò)

Siamo in Romagna terra a metà fra il verde delle colline e l'azzurro del mare. Assistiamo tutti i giorni al trasferimento di famiglie di terremotati che dall'Emilia trovano casa in riviera, estenuati dalle continue scosse diurne e notturne dei loro territori. Benvenuti fra noi, cari fratelli, cari amici, che magari da sempre avete scelto la riviera romagnola come posto di vacanza e non di rifugio dal terremoto.  Spero che troverete un momento di pace e di serenità per qualche giorno, mese o per quanto vorrete fermarvi.

Siccome tanti di voi ci parlano prima dei disastri causati dal terremoto e poi delle perforazioni, del petrolio, del gas, e di tante voci che vi arrivano a spicciolate sulle possibili interazioni fra il terremoto e la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo, ci siamo messi alla ricerca di materiale per fare un pò di luce su questo argomento.

La nostra non è una presa di posizione politica o sulla naturalità o meno di questo terremoto, è una breve indagine, che, dopo aver pubblicato diverse opinioni di geologi e ricercatori, ora cerca di fare luce su un fenomeno, il Fracking, che può o potrebbe aver contribuito a dissestare a livello geologico il territorio interessato dagli ultimi terremoti. Spero che riceveremo commenti, da esperti, o dalle persone del posto, per fare chiarezza sull'accaduto.

http://dorsogna.blogspot.it/2011/04/la-monnezza-del-fracking.html 

Ecco una mappa esemplificativa della ricerca di idrocarburi in Italia:

Che cos’è in pratica il Fracking?

Intanto l'opinione di Alexei Miller (Ceo di Gazprom, parlando delle estrazioni di gas con il metodo del fracking):

"Porta inevetabilmente a danni ambientali. A parte gli enormi consumi di acqua, questo metodo produttivo puo' causare l'inquinamento delle acque sotterranee e anche provocare l'attivita' sismica".

A sostegno di questa opinione un articolo del New York Times sull’argomento. http://www.nytimes.com/2011/04/17/science/earth/17gas.html?_r=4&hp

I democratici del Congresso americano hanno infatti sponsorizzato una investigazione di questa nuova pratica estrattiva di gas - il fracking - con la quale si mandano sottoterra inieizioni di sostanze chimiche tossiche e sabbia, si scatenano dei microterremoti, si spacca la roccia che cosi' rimanda in superficie il gas incastratosi nei millenni.

Gli studi commissionati dal Congresso mostrano che dal 2005 al 2009 le ditte petrolifere hanno reiniettato sottoterra con piena consapevolezza di quello che facevano, miliardi e miliardi di litri di acqua di scarto - tossica - sottoterra, contaminando le falde idriche.

Oltre all'acqua usata, anche 866 milioni di galloni di fluidi perforanti - oltre un miliardo di litri di sostanze chimiche sparate nella pancia della terra. Un miliardo di litri di robacia chimica e chissa quanti altri miliardi di litri di acqua nei quali discioglierli. Secondo il report, gli stessi petrolieri non sanno cosa ci sia esattamente dentro la miscela tossica che rimettono sottoterra. Sono stati identificati pero' almeno 650 composti chimici che contengono materiale cancerogeno o inquinante, come il benzene e gli altri composti BTEX, toluene, xylene ed ethylbenzene.

Gli stati piu' colpiti il Colorado, il Texas e l'Oklahoma, ma non mancano altri esempi, come in Pennsylvania, dove a un certo punto il fracking ha contaminato l'acqua del fiume Allegheny con livelli di benzene 28 volte superiore alla norma. Un cancerogeno 28 volte superiore alla norma.

L'equivalente del Ministero dell'Ambiente americano, the EPA - Environmental Protection Agency - sta facendo il suo studio indipendente sul fracking ma si lamentano perche' le ditte petrolifere non vogliono cooperare e si rifiutano di dare le liste del materiale tossico che iniettano nell'acqua. La societa' americana che si occupa di petrolio - The American Petroleum Institute - ha ritenuto non opportuno dare alcuna dichiarazione al giornalista del New York Times che li ha contattati. Alcuni petrolieri hanno detto che lo studio e' sbagliato (!!!) I politici che hanno sponsorizzato questo studio sono uno della California, Henry Waxman, uno del Massachussetts, Edward Markey e una del Colorado, Diana DeGette.

Dovremmo imparare dagli sbagli degli altri e far si che certi errori non si ripetano!

E in Italia cosa succede? Il ministro Stefano Saglia ha dettto “si al Fracking in Italia, lo shale gas potrebbe aprire nuove strade per l’approvvigionamento energetico in un momento particolarmente delicato a livello globale. L’Italia accoglie con favore l’avvio di approfondimenti a riguardo Diventa strategica l’opportunita di produrre gas naturale non convenzionale dalle gas shales".

Chi è Stefano Saglia? E' il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico che ogni tanto dice delle cose folli. Secondo me non sa di quel che parla. E' quello che un giorno ha detto che il limite delle 5 miglia della Prestigiacomo sarebbe stato tolto, solo per essere smentito il giorno dopo dalla stessa Prestigiacomo.

Ora viene fuori con un altra delle sue: facciamo fracking in Italia!

Ministro Saglia,  dove la metteremo noi l'acqua inquinata? La vuole bere lei? Dove li facciamo i pozzi - numerosi e incompatibili con natura, agricoltura e alta densita' abitativa? A casa sua?

Nessuno sa cosa c'e' sottoterra prima di fare buchi ed esplorazioni. Infatti i petrolieri nei loro progetti parlano sempre di idrocarburi - dicitura che comprende entrambe le sostanze- e mai di gas o di petrolio separatamente.

E poi siamo pur sempre in Italia ed e' molto facile dire gas e intendere petrolio, e usare l'appiglio del gas per azzannare tutto il territorio. Sono film gia' visti.

Ma il motivo principale per cui questa posizione e' stolta e' che le trivellazioni di gas non sono meno nocive e tossiche che quelle di petrolio.

I metodi sono gli stessi, sempre fanghi e fluidi perforanti si usano, sempre monnezza cacci dal sottosuolo, sempre rischi di scoppi ci sono, sempre subsidenza puoi causare.

Un pozzo per l'estrazione di gas a Policoro, scoppio' nel 1991 in Basilicata. Brucio' per 15 giorni senza che nessuno riusci' a spegnerlo. Nessuno lo sa, nessuno ne parla, l'ENI come sempre mette tutti a tacere.

In questi ultimi anni pero' c'e' un jolly - il famoso fracking che qui negli USA inizia ad essere bannato per la sua pericolosita' e per il suo potenziale di inquinare le falde acquifere.

Lo stato di New York ha una moratoria annuale, cosi pure lo stato della Pennsylvania. Le citta' di Filadelfia e di Pittsburg l'hanno bannato. La gente e' arrabbiata. Lo vogliono sospendere pure in Texas!

Il fracking e' stato devastante per le comunita' americane che sono state soggette alle trivelle selvaggie di Mr. Dick Cheney, con tutto che qui i diritti dei cittadini sono forse fra i piu' protetti al mondo, e nonostante cause e denunucie da parte delle parti civili coinvolte.

Un politico informato avrebbe bannato tutte le estrazioni future di idrocarburi sul suolo abruzzese quale che sia la loro composizione chimica, quale che sia il metodo usato, e per precauzione. Si deve agire prima, non dopo. Se in America hanno gia' sperimentato e distrutto, perche' non possiamo imparare prima che vengano a fare queste cose da noi?

Sorge allora la domanda - ma ci sono i depositi di gas adatti al trivellamento via fracking in Italia? Questo tipo di gas si chiama shale gas.

Secondo l'ente Europeo "Economic Research Policy Center" il potenziale per i depositi di shale gas sono molto elevati per il nord Italia, nella gia' martoriata pianura padana, affetta da subsidenza in passato, a causa delle estrazioni di metano.

Ovviamente siamo solo all'inizio, potrebbe essere che le riserve e la densita' abitativa rendano il tutto economicamente non praticabile, ma in linea di principio nulla vieta che potrebbero esserci altri giacimenti in altre parti d'Italia, Basilicata, Abruzzo o Sicilia.

Dopotutto l'ENI si e' gia' messa in pole position per trivellare la Polonia alla ricerca di questo gas. Se ne trovano in Italia scommetto che si piazzeranno anche da noi a bucare il territorio alla cieca, come fanno da 50 anni a questa parte, senza rispetto per niente e per nessuno.

Chi mai andra' a spiegare queste cose agli Italiani? Non certo i petrolieri, non certo i politici che hanno paura a parlare del disastro sardo o di quello del fiume Lambro.

 Blog:Fracking in Italia

Aggiornamenti sul Blog: http://dorsogna.blogspot.it


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