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Di Mario Di Matteo
È stato bloccato lo sfratto del Caffè della Pace. Dopo un anno di tensioni e centinaia di appelli indirizzati anche al presidente della Repubblica, lo storico locale nel centro della Capitale è finalmente salvo.
Lo ha annunciato la prefettura che ieri ha incontrato una delegazione del Pontificio istituto teutonico di Santa Maria dell’Anima, proprietario delle mura, che dopo una lunga trattativa ha fatto un passo indietro rispetto all’intenzione di trasformare l’intero palazzetto in un albergo a cinque stelle.
In questi ultimi mesi per scongiurarne lo sfratto si sono mobilitati associazioni di categoria, cittadini, ammini-stratori, petizioni online. Anche Giorgio Napolitano è stato coinvolto nel tentativo di far sopravvivere questo pezzetto di storia.
Dopo il vertice tra la proprietà del locale, il prefetto Giuseppe Pecoraro, l’assessore al commercio Marta Leonori, i senatori Daniela Valentini e Maurizio Gasparri è arrivato il verdetto: “Il rettore del Pontificio istituto - si legge in una nota della prefettura - ha assicurato che vorrà garantire la destinazione dei locali in ragione del riconosciuto valore storico dell’attività commerciale”.