Periodico d'informazione d'arte, cultura, spettacolo, sociale e politica.
Nella Foto:Antonio Caliendo (terzo da sinistra)
Roma- Dopo essere stato docente per un giorno all’Università di Napoli, Antonio Caliendo, ideatore e organizzatore del Golden Foot, diventa scrittore, per sport. A metà aprile, presenterà a Modena presso il Mammut Club di via Ghiaroni, la sua particolare autobiografia, dal titolo ancora top secret, incentrata sulla figura del procuratore di calciatori, professione da lui inventata, 40 anni or sono. Nell'atteso volume il partenopeo re dei procuratori svela i retroscena calcistici delle grandi operazioni di mercato degli anni 80 e 90: dall’arrivo di Maradona a Napoli al trasferimento di Baggio alla Juventus. Un libro ricco di aneddoti e foto inedite, con racconti che riguardano diversi personaggi del mondo del calcio, tra cui Berlusconi, Moggi e la Gea. Già in stampa le versioni in inglese e spagnolo di questo libro che sicuramente farà discutere. Alla presentazione che si svolgerà al club Mammut di Modena, in via Ghiaroni, hanno già assicrato la loro presenza tutti i più grandi procuratori del mondo, a partire da Mino Raiola, il procuratore rappresentante di Ibrahimovic e Balotelli.
Antonio Caliendo è sempre attento alle vicende del Modena e su ciò che stà avvenendo in seno al club gialloblù: «Sono sconcertato dal comportamento dei giocatori e da chi li ha ispirati nel chiedere la testa di Cuttone"- ha detto Caliendo e ha aggiunto-"Casari ha fatto bene a riconfermare il tecnico, ma spero abbia fatto un discorso chiaro alla squadra, facendo capire chi comanda. Il problema è che nel Modena ci sono troppi galli nel pollaio a voler decidere. Guardino al Sassuolo dove c’è un solo uomo al timone. Squinzi ha trasportato nel calcio il modello sportivo che lo aveva portato a vincere nel ciclismo; Casari ha provato a fare la stessa cosa, ma il modello cooperativo nel calcio non funziona. Infine, per quanto riguarda Pari, se fossi in lui mi sarei dimesso. Se è vero che non sapeva niente dell’ammutinamento dei giocatori, significa che è stato sfiduciato nel ruolo di tramite tra squadra e proprietà. Non so se per arroganza o per ingenuità, è ancora al suo posto. Se farò qualcosa per il Modena? Avevo proposto l’acquisto di tre giocatori (l’olandese Serginho Greene del Levski Sofia, il nazionale slovacco Filip Sebo dello Slovan Bratislava e il senegalese Babacar della Fiorentina), ma Pari me li ha bocciati, dicendo che erano fuori budget, sottovalutando che, grazie ai miei rapporti privilegiati, li avrei portati per, davvero, poco! In bocca al lupo!».