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I miracoli di Karol Wojtyla

CITTA' DEL VATICANO - Da mezzo mondo, continuano ad arrivare, in Vicariato, nell’ufficio di monsignor Slawomir Oder notizie dei miracoli di papa Wojtyla. Guarigioni inspiegabili, malattie misteriosamente scomparse, nell’arco di una notte, dopo essersi affidati a Karol Wojtyla. A sette anni dalla morte di Giovanni Paolo II° e a un anno dalla sua beatificazione, avvenuta a San Pietro il primo maggio del 2011, il postulatore della causa di canonizzazione fa il punto della situazione e annuncia al popolo del "Santo Subito" che occorrerà pazientare ancora un po’ prima di vedere il Papa polacco entrare definitivamente nell’albo dei santi. «Siamo in attesa di captare il segno di Dio per poter andare avanti con il processo di canonizzazione: quel segno di Dio è un nuovo miracolo. Da tante parti del mondo, stanno arrivando numerose segnalazioni di grazie attribuite all’intercessione del Beato Giovanni Paolo II e alcune sono molto interessanti. Sto aspettando la documentazione per poter dare inizio ad uno studio più approfondito per fare un buon discernimento», dice alla Radio Vaticana monsignor Oder, precisando che l’iter sta procedendo regolarmente. Sulla tomba del beato Giovanni Paolo II, nella basilica di San Pietro, il via vai dei fedeli non accenna a diminuire. E' un segno che la devozione nei confronti del pontefice polacco è molto radicata e profonda, come precisa meglio il postulatore: «Giovanni Paolo II era un uomo di vicinanza, di attenzione, con una capacità di vedere anche coloro che non venivano visti, osservati, notati dagli altri. Era un uomo capace di entrare in sintonia con i sentimenti del suo interlocutore. Un uomo che sapeva scrutare il cuore della persona e trovare sempre la parola giusta per poter dare coraggio e invitare ad affrontare la vita con la speranza cristiana». Il Vaticano ha potuto misurare la venerazione della gente anche durante il pellegrinaggio delle reliquie di Giovanni Paolo II. Madrid, Messico, Nigeria, Colombia. Ovunque sia stato portato il reliquiario, si è registrata una straordinaria risposta della gente. In ogni luogo hanno sostato in preghiera decine di migliaia di persone. Giovanni Paolo II moriva il 2 aprile 2005, alle ore 21.37 e da quella sera e fino al giorno dei funerali, l’8 aprile, più di tre milioni di pellegrini confluirono a Roma per rendere omaggio alla salma, attendendo in fila anche fino a 24 ore per poter accedere alla basilica. Un richiamo del genere non si era mai verificato con nessun altro pontefice.

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