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-di Gabriella Lavorgna-
Roma-Galeotta fu l’India a farmi conoscere Vittorio Russo e il suo libro “L’India nel cuore” che mi ha riportato a casa! In 30 viaggi nel subcontinente indiano, spaziando in tutte le direzioni, ho acquisito una enorme esperienza conoscitiva su usi e costumi di questa arcaica civiltà che ho ritrovato poi nell’accurata e profonda indagine sociologica, evidenziata nella descrizione narrativa dello scrittore Vittorio Russo, considerando la stessa talmente convincente, nel rispecchiare la vera identità del "soggetto in tema", diversificata in una policromia di contenuti, espressi con dovizie di particolari e così coinvolgente nel contempo, per saper condurre, con maestria di scelte lessicali mai banali, in un linguaggio universalmente comprensibile, il lettore, anche il più ignorante in materia, in questo viaggio caleidoscopico, accattivante e seducente, nel rievocare saperi e tradizioni millenarie e connotazioni storico-geografiche, dipingendo, in una cornice intrisa di profumi, colori e sapori variegati, le condizioni socio-economiche di questa terra sconfinata, leggendariamente benedetta dagli Dei. Dal profilo che ne deriva si rimane impigliati, ma piacevolmente ammirati, da uno stordimento di impulsi sensoriali e subliminali da cui nasce spontanea la similitudine di come quando si osserva la vita al microscopio. Più o meno l' effetto è quello. La differenza è che mentre al microscopio si notano minuscoli microbi muoversi all'impazzata, l’India descritta dall’autore è un’Umanità inimmaginabile, quanto ineguagliabile, che si districa tra bici, scooter, camion, vacche, cani, motor-taxi, auto di lusso, simil fiat d'annata, mendicanti, poliziotti, venditori, scimmie, a una velocità preoccupante, impensabile per noi occidentali, nel ritmo tumultuoso di un traffico caotico, come se, al posto del cervello, gli indiani avessero un microprocessore, un celeron, nel creare un movimento analogo a quello dell'atomo che ruota sincronicamente con tutte le sue particelle intorno al nucleo centrale in una precisazione scientifica, riuscendo a mantenere la stessa incredibile imperturbabilità. Tutto ciò caratterizza ogni azione della loro vita quotidiana, immersa in una sorta di commistione che si alterna tra sacro e profano, tra misticismo e fanatismo, tra modernità e tradizioni arcaiche e laddove si susseguono le mille contraddizioni, ove l’equilibrio è nell’ottica dell’integrazione degli opposti. In tutto questo secolare "contesto", al cospetto della sua “Musa" ispiratrice di letterature filosofiche e spirituali, il“Cuore” dello scrittore, Uomo “Mediterraneo”, intriso di parametri di pragmatismo occidentale, nel confrontarsi con il diverso emisfero orientale, trova la sua connotazione nella dimensione umana, quel collante che fa da ponte con l’intero Universo e che grida "Non sono microbi ma stelle rifulgenti, maestre di vita e di autentica spiritualità"!
GABRIELLA LAVORGNA
Pres. Fondazione "Mandir della Pace" (Movimento di volontariato che promuove servizi socio-culturali e umanitari per lo sviluppo di una cultura di Pace) www.mandir.ning.com