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Sandro Da Verscio lascia la sua impronta in Assisi

Gab.-Lav.-Sandro-jpg

Assisi: lo scultore Sandro Da Verscio con Gabriella Lavorgna

e un frate francescano davanti alla scultura" Francesco

dell'Amore Universale.

 

-di Gabriella Lavorgna-

-Assisi-L' artista svizzero di fama internazionale, Sandro Da Verscio, conosciuto e apprezzato  per le sue doti di elevato valore, non solo artistiche, ma soprattutto per la sua ricchezza spirituale, particolarmente caro a noi della Fondazione “Il Mandir della  Pace”, per aver dato vita in Assisi, nel parco dell'Eremo delle Carceri, alla statua " Francesco dell' Amore Universale" dedicata a San Francesco, dall’inedita iconografia  recante i simboli delle più note religioni. Lo scultore,  testimonial di un messaggio di fratellanza d' Amore Universale,  ha lasciato oggi in Assisi il suo involucro terreno, ma il ricordo di questa grande anima sarà indelebile nei nostri cuori e in quelli di chi l' ha conosciuto. Per strana combinazione del destino , era l’anno 2000 quando Sandro volle conoscermi, tramite comuni amici  per chiedermi di accompagnarlo in India, dal maestro spirituale Sai Baba  e, ricordo, in  particolare, che tutto questo avvenne  a tre giorni dalla mia programmata partenza per l’India.  Sandro, seppur residente in Assisi, era di nazionalità svizzera e per ottenere il visto occorreva molto tempo. Lo informai subito dell’impossibilità di poter partire con me, ma,  data la sua insistenza di voler compiere  a tutti i costi questo viaggio che per lui avrebbe rappresentato una tappa importante del suo percorso spirituale, tentai di richiedere l’autorizzazione con l’intervento dell’Ambasciatore dell’India, riuscendo nel proposito, proprio quando Sandro aveva sognato il detto maestro spirituale che gli confermava il suo aiuto. Fu proprio in India, al cospetto di Sai Baba, il cui insegnamento proclama  l’Unità delle religioni in  nome di un unico Dio Padre,  che in Sandro maturò l’ idea di scolpire un’opera da dedicare  a San Francesco, il Santo di Pace per antonomasia  che potesse  coniugare, nella sua simbologia, questo messaggio di respiro universale. Nel 2002,  in un ulteriore viaggio in India, poco dopo la scomparsa di mio marito, ebbi un interwiew con Sai Baba che mi benedì il progetto per la realizzazione  della scultura di Sandro e che, in data 14 settembre 2003, al termine del Meeting ”L’Oriente incontra l’Occidente sul sentiero francescano”, annualmente promosso dalla Fondazione “Mandir della pace”, venne inaugurata la scultura con una significativa cerimonia di preghiere tra rappresentanti delle differenti fedi e culture. Sandro Da Verscio ha lasciato sul “benedetto “ suolo di Assisi  la sua opera, "dono" per l' umanità e impronta d' Amore tra i popoli, rimarcando, in linea col pensiero del "Poverello di Assisi", una  tangibile testimonianza  di "Essere tutti gocce di un unico oceano".

 

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Sai baba morì nel 1918 in India. Quale intervista hai preso?
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