RETROSCENA: IL RUOLO CHIAVE DI CUTRUFO, ANTONIOZZI E LUCA GRAMAZIO
Le notti insonninni dei pontieri Pdl
«Alemanno dovrebbe fare un monumento a Luca Gramazio»
Roma-15. 01.2011- La frase è di un autorevole esponente del Pdl romano e la dice lunga sul ruolo svolto dal capogruppo in Consiglio comunale in un momento delicatissimo nell'esperienza di governo capitolino del centrodestra. «Il ruolo di capogruppo diventa ancora più difficile e fondamentale quando la maggioranza rischia di scomporsi. Quando c'è un rimpasto di giunta è inevitabile che avvenga. Gramazio è stato bravissimo a tenere le redini del gruppo e a mediare con il sindaco», riferiscono fondi azzurre dopo il vertice notturno che ha partorito la nuova giunta. Il ragazzo di piazza Tuscolo, allevato, politicamente, da papà Domenico (oggi senatore della Repubblica) è cresciuto. Al secondo mandato in Aula Giulio Cesare, è stato promosso sul campo capogruppo per volontà del sindaco Alemanno e lui l'ha ripagato con un lavoro encomiabile. Notti insonni, vertici, telefonate, riunioni per cercare di contenere i malumori e trasformarli in proposte. Ha incontrato tutti i 36 consiglieri di maggioranza, ha regalato ad Alemanno un applauso lungo tre minuti con i deputati comunali in un vertice in via delle Vergini. Nella notte della giunta, la terza in bianco di fila, ha mediato e ricucito, ove possibile. Ieri ha pranzato con i neoassessori, prima di tornare a casa dalla fidanzata e, finalmente, dormire. Due ore di sonno, poi di nuovo in Campidoglio per una riunione col sindaco intorno alle 21. I ben informati dicono che Alemanno abbia apprezzato particolarmente il lavoro di Luca. Al di là del ruolo giocato dai capicorrente - in fin dei conti parti in causa del rimpasto - e dai coordinatori del Pdl, è innegabile il lavoro svolto dai pontieri, dai consiglieri che Alemanno ha scelto di avere al proprio fianco nel difficile e cruciale momento delle consultazioni e delle decisioni. Su tutti, Mauro Cutrufo e Alfredo Antoniozzi, che, per spirito di fedeltà alla causa e lealtà nei confronti del collega, ha rifiutato la carica di vicesindaco, preferendo un ruolo più defilato, ma cruciale. Un vestito che calza a pennello sulla figura politica e sulla storia dell'eurodeputato. Le linee programmatiche della nuova giunta sono farine del loro sacco. E i tanti comunicati stampa di stima ne sono una dimostrazione. La tenuta del governo capitolino è anche merito dei pontieri di Alemanno. Quasi invisibili, ma determinanti.