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Roma- Bibli è un piccolo mondo a sé. Subito un odore di carta proveniente dagli scaffali colmi di libri, dalle copertine colorate. Fante e Svevo guardano dall’alto e accompagnano il lettore fino al piccolo giardino d’inverno, dove ai tavolini bianchi sono seduti gli studenti della scuola di cinema, gli attori trasteverini, la scrittrice intenta a digitare il suo prossimo romanzo, l’insegnante francese intento ad insegnare la sua madre lingua, il pianista che insieme alla lettrice prende un tazza di tè.
La sala conferenze accoglie fino a 100 persone dove ogni giorno si tengono: concerti, presentazioni di libri, corsi di yoga, attività culturali per bambini e conferenze dedicate alla psicologia. Tutto questo fermento culturale non è sufficiente a salvare Bibli dalla chiusura!
La libreria nasce 15 anni fa da un’idea di Roberto Parpaglioni, Agnese Andreoli , Gabriella Margiulli condivisa con altri 22 amici, di creare uno spazio che fosse adibito alla promozione della letteretura. Oggi di quei 25 soci sono rimaste a curare la libreria solo Agnese e Gabriella.
Il caso Bibli configurava quale locatario dello spazio di via dei Fienaroli il cui affitto era di 5000 euro, alla scadenza del contratto nel 2008 gli fu richiesto un affitto di ben tre volte superiore. Le due socie non essendo in grado di sostenere le spese ed essendo la loro un’ attività culturale di alta qualità, ma non di grande ricavo, decisero di rivolgersi al Sindaco Walter Veltroni che promise di impegnarsi a trovare una soluzione suggerendo un possibile trasferimento in un locale da ristrutturare in via Francesco di Sales. Questa promessa non si è mai concretizzata.
Quando Alemanno fu eletto Primo Cittadino, si trovò d’accordo e disponibile a trovare un appianamento ma anch’egli lasciò cadere la questione. In attesa che l’amministrazione agisse in qualche modo, è intervenuta una sentenza del giudice che ha dichiarato che il prezzo di locazione proposto dal proprietario delle mura del Bibli è un prezzo commercialmente giusto. Così il 30 giugno la libreria, che ha visto nascere alcune case editrici indipendenti come la MinimumFax, Marcos Y Marcos, la Fazi, dovrà chiudere i battenti.
Le istituzioni aspettano inermi e in silenzio la chiusura di uno spazio che da 15 anni fa cultura che rappresenta un punto di ritrovo del quartiere, di molti intellettuali e vetrina per case editrici indipendenti. I dipendenti, presto disoccupati, hanno iniziato una campagna tramite facebook e hanno proposto l’assegnazione di uno dei beni sequestrati alla mafia o la creazione di una Fondazione o che il Comune di Roma istruisca un bando per l’assegnazione dei locali di via Francesco di Sales di cui si farebbero carico della ristrutturazione e della locazione.
Se non volete lasciare sola la cultura, firmate l’appello contro la chiusura di Bibli Potete trovare il foglio di FIRME PRO-BIBLI alla libreria di via dei fienaroli 28, al Cinema NUOVO SACHER.
Contact: feliciana di spirito @ gmail . com