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E l'arte del drammaturgo Enzo Moscato interagisce con la musica di Mario Fasciano e Brian Auger: a Napoli il 23.3.2012 e a Salerno il 25.3.12
I concerti dei gruppi storici del rock, soprattutto di quello progressivo, nascono all’insegna della nostalgia, con una spolverata ai vecchi successi e via. Il connubio tra il sempre amato Brian Auger, tastierista rock britannico e virtuoso dell’organo Hammond, che mette la sua bravura al servizio dell’arte napoletana, interagendo con la musica del più partenopeo degli "Artisti Italiani nel Mondo" Mario Fasciano e con lo straordinario teatro di Enzo Moscato, regala meravigliose suggestioni.
Perfino nella riproposta di brani napoletani del dopoguerra, l’organo Hammond – di cui Brian Auger fu uno dei precursori - fa "gustare" nuove sonorità classiche, rievocando la fantastica stagione del Settecento partenopeo. Tra una canzone e un monologo di Enzo Moscato, lo spettacolo scorre senza pause e intriga con la conferma che l’ alleanza, tra le note napoletane e quelle del prog, nata da un'idea di Mario Fasciano, che, da tanti anni, coopera con Rick Wakeman e gli altri reduci dei Deep Purple, con i Genesis, i Platters, aprendo nuove prospettive alla musica del terzo millennio.
La prima parte dello spettacolo comprende musiche del Quattrocento, arieggianti al periodo del drammaturgo William Shakespeare, arricchite dal monologo di Enzo Moscato sugli spiritilli napoletani, i folletti che abitavano i quartieri spagnoli nel ‘600, fantasmi sempre pronti a tornare. Il concetro dei tre big prosegue, nella seconda parte, con le classiche melodie napoletane, fino alla musica rock-progressive di Brian Auger, "contaminandosi" a vicenda.
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